13 settembre 2007

Estratto


Estratto a peli incrociati.
Quelli del petto erano andati sulla panza e quelli della panza erano andati sulle braccia.
Per fortuna quelli del culo erano rimasti al proprio posto e così pure avevano fatto quelli del pube. Sparse così le trecce morbide sull'affannoso petto
l'ansia di un cor che indocile serve pensando al retto
mi spinse a rievocare
le gesta che così tanti prima di me osavan perpetrare.
E cagai.
Cagai montagne e dirupi, cagai steppe e staccionate, cagai.
Senza pensare a nulla, come plasmatore marrone, cagai.
Assiso sul trono del gesto cagai mari e città,
case in campagna e cavalà,
paltieri e paletot,
cavalieri e pierrot,
fancevano li cavaliaccia,
fanciaccia li gondoliente.
Sbarbai di poi le gote tese,
e lenii il dolor con larghe intese,
intese pour homme, balsami nutrienti,
intese cistroppine, intese gondolienti.
Mangiai la colazione, tè freddo e brioches bollenti,
caffè brasiliani e fancevano cavalienti.
Rimaggio è sorto al core, memoria liceale,
di classici latini, di greco ancestrale;
Così come Yggdrasil, albero vichingo,
radici nel passato per carpir futuro spingo,
infischiandomene di metrica, sillabica catena,
scoppietta sulle dita la rima piena piena,
doppia, carpiata, mortale,
la fermo adesso, giuro, con lode a Di Natale.

IdCM: -39 ZIN ZIN Area CHF